Giordano Bruno
Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno fu giustiziato dal governo dello Stato Pontificio a causa delle sue idee considerate eretiche. Secondo la tradizione, durante il processo mostrò fermezza di fronte ai giudici, mantenendo le proprie convinzioni senza cedere alle pressioni. Le sue posizioni rappresentavano una sfida all’autorità religiosa e politica dell’epoca. La sentenza di morte servì anche come avvertimento a chiunque osasse mettere in discussione il potere costituito. Riferirsi a questo evento oggi non significa trasformare Bruno in un simbolo ideologico. Serve invece a ricordare che la censura delle opinioni non è un fenomeno confinato al passato. Se cambiano contesti e strumenti, resta invariata la dinamica: chi contesta le autorità rischia isolamento, delegittimazione o repressione. Recenti rapporti europei evidenziano come, anche nel presente, alcune misure politiche possano ridurre lo spazio per il dissenso e limitare le libertà civili che si dichiarano tutelate. Difendere la ...