Il diritto alla salute
Questa immagine racconta una frattura profonda tra i principi scritti e la realtà quotidiana.
La tutela della salute, che la Costituzione riconosce come diritto fondamentale, qui appare umiliata: una persona di sessant’anni, affetta da una grave patologia oncologica, costretta a restare a terra in un pronto soccorso dopo ore di attesa senza assistenza adeguata. Non è una scena eccezionale, è un segnale.
La sanità pubblica è diventata una delle emergenze più gravi del Paese. Non è un problema nato ieri né attribuibile a un solo governo, ma oggi i nodi sono arrivati al pettine: milioni di cittadini rinunciano alle cure, mentre le risorse destinate alla salute restano lontane dai livelli necessari a garantire un servizio dignitoso e universale.
Continuare a rinviare interventi strutturali significa accettare che diritti fondamentali vengano svuotati, uno dopo l’altro. Servono scelte politiche chiare e immediate: rafforzare i pronto soccorso, ridurre le liste d’attesa, investire sulla medicina territoriale. Senza un cambio di rotta deciso, il rischio è che la Costituzione resti un riferimento formale, sempre più distante dalla vita reale delle persone.
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