Olimpiadi, Sanremo e la cultura a colpi di algoritmo

Mentre l’Italia si avvicina alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e a Sanremo 2026, il clima che si respira online è sempre più strano. Non parlo dei giornali, non parlo delle istituzioni culturali, e non parlo di libero sapere in web. Parlo dei social network come Facebook, Instagram e delle piattaforme che vivono di engagement e di polemiche.

In questi spazi sembra che non basti più discutere di sport, musica o spettacolo: qualcuno deve sempre dirti cosa è “giusto” guardare, quale artista è “accettabile”, quale atleta è “problematico”, quale evento merita attenzione e quale invece andrebbe ignorato o boicottato. Non si parla solo di Olimpiadi o di canzoni, ma di chi “sta dalla parte giusta”, chi “non si può toccare”, chi “va cancellato”, chi “va sostenuto”, come se tutto dovesse diventare una prova di fedeltà ideologica.

Sanremo 2026 non è ancora iniziato e già sui social c’è chi decide in anticipo cosa sarà cultura vera e cosa sarà spazzatura, chi sarà da applaudire e chi da disprezzare. Le Olimpiadi non sono ancora cominciate e già c’è chi trasforma lo sport in un tribunale morale permanente. In mezzo a tutto questo, l’algoritmo premia le voci più urlate, non le più competenti.

Il risultato è una pressione costante: cosa guardare, cosa pensare, dove andare, con chi stare, perfino come votare o cosa indignarsi. Non perché qualcuno abbia più informazioni o più ragioni, ma perché sui social vince chi riesce a polarizzare di più.

Eppure cultura e sport dovrebbero essere anche altro: curiosità, pluralità, gusto personale, confronto, perfino disaccordo civile. Dovrebbero essere luoghi in cui si può apprezzare una canzone senza dover firmare un manifesto politico, o seguire una gara senza essere arruolati in una battaglia identitaria.

Forse, con Olimpiadi e Sanremo alle porte, varrebbe la pena ricordarlo: non tutto ciò che passa per Facebook o Instagram è una bussola morale. A volte è solo rumore, travestito da certezza.

Commenti

  1. Complimenti Wiki, disamina perfetta!

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    1. Compliimenti! Ottima analisi, sarebbe davvero bello poter vivere ogni evento esclusivamente per quello che è.

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