Vigli del fuoco per Gaza

Il fatto che alcuni vigili del fuoco abbiano scelto di manifestare contro le stragi in corso a Gaza, anche indossando la divisa, non dovrebbe suscitare scandalo, ma rispetto. Parliamo di donne e uomini il cui lavoro quotidiano è salvare vite umane, stare accanto alle persone nei momenti più drammatici, intervenire quando tutto crolla, nelle catastrofi come nei conflitti.

La loro presenza non era un gesto di militanza politica, ma l’espressione di un sentimento profondamente umano, condiviso da milioni di persone di fronte a un numero insostenibile di vittime civili, tra cui tantissimi bambini. Un gesto simbolico, sobrio, di partecipazione al dolore.

Colpisce quindi negativamente che a questi vigili vengano ora contestati procedimenti disciplinari, come accaduto a Pisa, dove si sono limitati a inginocchiarsi in segno di solidarietà, o come già successo in precedenza a Roma. Punire atti di questo tipo significa mandare un messaggio sbagliato.

Le istituzioni dovrebbero riflettere e fare un passo indietro: la solidarietà non è una colpa, ma un principio che trova fondamento nella nostra Costituzione. Difenderla significa difendere il senso stesso del servizio pubblico.

Commenti

  1. Non sai di cosa stai parlando.

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    1. Questa proprio non la comprendo. Commenti totalmente fuori tema...
      A me pare una giusta analisi

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