Strappo pubblico di immagini

Quanto avvenuto nel Parlamento dell’Iran — lo strappo pubblico delle immagini del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, di altri leader europei (Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Roberta Metsola, Filippo VI di Spagna) e dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri — non può essere liquidato come una semplice provocazione simbolica. Si tratta, a mio avviso, di un gesto deliberato e politicamente significativo.
Compiere un atto simile in un’aula parlamentare significa scegliere consapevolmente una forma di comunicazione istituzionale improntata allo scontro. Quando l’oggetto del gesto è l’immagine di un capo di Stato democraticamente eletto, l’atto assume inevitabilmente una dimensione che travalica la persona e investe il piano dei rapporti tra Stati
Dal mio punto di vista, un simile episodio non contribuisce al dialogo tra ordinamenti sovrani e appare coerente con un’impostazione politica che privilegia la contrapposizione simbolica rispetto al confronto istituzionale fondato sul pluralismo e sulla libertà di critica

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