Post in 3 parti, non correlate tra di esse
PARTE 1 – (la più importante)
Difendere lo Stato di diritto senza slogan
L’opposizione al nuovo ddl Sicurezza non nasce da spirito di contrapposizione ideologica, ma da una preoccupazione molto concreta: il rischio di uno slittamento progressivo dallo Stato di diritto verso uno Stato giudiziario, o peggio, verso una logica di controllo preventivo tipica degli Stati di polizia.
Uno Stato di diritto funziona quando:
le norme sono chiare, proporzionate e prevedibili;
la repressione è extrema ratio, non strumento ordinario;
i diritti fondamentali non vengono compressi per semplificare la gestione del dissenso.
Quando invece si moltiplicano fattispecie penali vaghe, si anticipa la soglia della punibilità e si amplia il margine discrezionale dell’autorità, il rischio non è astratto: è quello di normalizzare l’eccezione.
Opporsi a questo non significa essere “contro la sicurezza”, ma ricordare che la sicurezza senza garanzie non è sicurezza: è arbitrio.
PARTE 2
25 anni di Wikipedia: un patrimonio collettivo
Wikipedia compie 25 anni.
Un progetto che, nel bene e nel male, ha cambiato il modo in cui il sapere viene raccolto, verificato e condiviso.
In un’epoca di informazione frammentata, Wikipedia resta:
un esperimento unico di collaborazione volontaria;
un archivio in continua revisione, imperfetto ma vivo;
uno spazio in cui il confronto, quando funziona, migliora i contenuti.
Dietro le voci non ci sono entità astratte, ma persone che dedicano tempo, competenze e pazienza a un progetto che non appartiene a nessuno in particolare e, proprio per questo, appartiene a tutti.
A 25 anni, il suo valore non sta nell’essere infallibile, ma nell’aver dimostrato che la conoscenza può essere costruita collettivamente senza padroni.
PARTE 3
McDonald’s: semplicità, accessibilità, responsabilità
McDonald’s è spesso usato come simbolo, nel bene o nel male, di tutto ciò che riguarda globalizzazione, cultura alimentare e modelli economici. Ma al di là delle semplificazioni ideologiche, resta un fatto concreto: per milioni di persone è un luogo accessibile, prevedibile, familiare.
Il suo valore non sta nell’eccesso, ma nella standardizzazione, nella possibilità di scegliere porzioni note, ingredienti dichiarati e alternative diverse.
Come ogni offerta alimentare, non va mitizzata né demonizzata: il rapporto con il cibo è personale, delicato, e per alcune persone può essere particolarmente complesso.
Parlare di cibo in modo responsabile significa:
evitare celebrazioni dell’eccesso;
non trasformare l’alimentazione in terreno di scontro ideologico;
riconoscere che nessun alimento definisce una persona.
Anche questo è rispetto.
bravo come al solito a scrivere cosette non correlate con niente di sensato
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