Incendi del luglio 2026 in località del basso Tirreno

Di fronte alle immagini dei devastanti incendi che hanno colpito Santa Caterina di Maratea e Praia a Mare, il sentimento immediato è di profondo dolore. Ma subito dopo subentra una domanda inevitabile: cosa spinge qualcuno a compiere atti di tale gravità? Spesso si liquida tutto come semplice vandalismo o speculazione. Eppure, osservando la sistematicità di certe ferite inferte al territorio, sorge una sensazione diversa e più profonda sulla quale spero di sbagliarmi. Io ho quasi l'impressione che dietro a questa violenza non ci sia solo un movente economico, ma un rifiuto radicale, quasi ideologico, verso tutto ciò che rappresenta la spiritualità, la fede e il senso del sacro, indipendentemente dalla specifica confessione o comunità religiosa colpita. Ma il male non viene fatto solo alle religioni. Colpire la terra significa, in fondo, colpire i simboli e i valori millenari che uniscono un popolo. L'auspicio è che le indagini delle autorità competenti riescano a fare piena luce sulle reali dinamiche e sulle matrici di questi roghi, restituendo serenità e sicurezza a un territorio che merita solo rispetto e tutela

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