No alla giustizia privata
Non mi unisco al coro che sta difendendo il gioielliere condannato definitivamente a 14 anni di carcere. Umanamente mi dispiace tantissimo per lui e per il trauma che sta vivendo da anni, ma se si insegue qualcuno e si spara quando sta già scappando, non è più difesa. Ma è giustizia privata, la cui assoluzione avrebbe potuto creare un precedente molto serio ed il cui svolgimento avrebbe potuto colpire (non volendo) anche altri passanti. Non sto difendendo neanche le 3 persone che erano entrate in negozio, ma a questo caso non si può applicare la legittima difesa. E questa condanna non nasce per "tutelare i delinquenti" come sto leggendo in molti commenti sui social. Anzi, questa condanna è proprio la prova che la legge è uguale per tutti. Dei 3, l'unico sopravvisuto è già stato condannato da tempo (e meno male), ma in un paese civile una condanna non è la fine di tutti i diritti umani del colpevole. Nessuno di noi è immune alle condanne, nemmeno a quelle che possono sembrare ingiuste (o esserlo davvero come accaduto in casi totalmente scorrelati da questo), quindi un domani potrebbe capitare a chiunque di noi. E se capitasse, a chiunque dovesse capitare, non vorrei mai che qualcuno ci considerasse come dei "rifiuti umani" (commento che ho letto sui 3 signori entrati in gioielleria da parte di un utente Facebook che non conosco). Quindi, per garantire l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, è giusto che anche quelli che chiamiamo "delinquenti" siano trattati da esseri umani e non da rifiuti
Commenti
Posta un commento