Stop omofobia
La vicenda di un cittadino di origine sudamericana residente a Roma, richiama l’attenzione su una forma di violenza che non nasce da un conflitto casuale, ma da un pregiudizio radicato. In una sera di festa, mentre rientrava a casa con il proprio compagno, è stato coinvolto in un’aggressione da parte di un gruppo di persone, preceduta da minacce e insulti legati all’orientamento sessuale. Non si è trattato di uno scontro o di una provocazione, ma di un attacco sproporzionato contro due individui colpevoli solo di mostrarsi per ciò che sono, come qualunque altra coppia. La dinamica, segnata dall’asimmetria numerica e dalla violenza prolungata, riflette uno schema purtroppo noto, in cui il linguaggio dell’odio prepara e giustifica la brutalità fisica. Le conseguenze sul piano fisico sono state rilevanti e hanno richiesto cure mediche, ma non esauriscono la portata dell’accaduto. Esistono ferite che non sono immediatamente visibili: il trauma, la paura, la perdita di fiducia nello spazio ...
